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                    NATALE=MEMORIA DI DIO

                    CHE DIVENTA ANCHE UOMO

 

Attenzione che il Natale di Gesù Cristo non diventi soltanto occasione di vacanze, ferie e festività di consumo. Infatti, secondo le ricerche dei sociologi, le festività natalizie sembrano stiano perdendo il significato storico-cristiano. Cioè, Dio che, in virtù del Suo Amore Infinito per l’umanità, è diventato anche “uomo”, per aiutarci a ritrovare la nostra identità di origine: ”Maschio e femmina Dio li creò a sua immagine e somiglianza” (Gen.1.26-28). In particolare con l’anima immortale facciamo parte della Famiglia di Dio. Diventando cristiano, l’Imperatore Costantino il Grande con l’aiuto di sua mamma s. Elena, concesse la libertà di professare la loro fede in Gesù Cristo, ai cristiani che allora erano stati perseguitati dagli imperatori precedenti. Fino a quel tempo si celebrava la festa della luce, in coincidenza con il 21 Dicembre, giorno più corto dell’anno, e della ripresa della luce del Sole, ritenuto “dio”. Da allora, essendosi Gesù presentato come “Luce”, della verità e dell’Amore, la Chiesa cristiana istituì in quei giorni la Festa del Natale di Gesù. Motivo per cui, con il ritornello dell’Inno dei Trevisani nel mondo: “Accendi una candela trevisano nel mondo, e tutta la terra s’illuminerà”, siamo incoraggiati a dare testimonianza di luce evangelica, con la fedeltà alla nostra identità di origine culturale. Un plurisecolare segno dell’Evento è il Presepio inventato da s. Francesco di Assisi. Per farci ricordare che Gesù è nato in una “grotta”, deposto in una “mangiatoia”, fuori di Betlemme, perché Giuseppe e Maria non vi hanno trovato ospitalità. E’vero che nel Vangelo non si accenna al bue e all’asinello, come lo fa notare Benedetto XVI° nel suo ultimo libro, ma è l’uso della”mangiatoia” che li ha supposti quivi presenti, in particolare dell’asino di cui si saranno serviti Maria e Giuseppe per i 100 km, circa da Nazareth a Betlemme.Con il presepio s’intende presentare anche l’identità di un “Dio” che, nascendo come uomo in una grotta è venuto a condividere il permanente stato di povertà in cui, da allora, si trovano milioni di esseri umani. E le tragiche condizioni dei profughi e dei cristiani perseguitati, come sono stati Maria e Giuseppe, fuggiti in Egitto, con il bambino Gesù, perché perseguitati dal Re Erode. Avanti quindi con questa tradizione, e non venga ignorata, o addirittura vietata come purtroppo accade in alcune scuole italiane. Nemmeno i musulmani sono contrari al presepio, perché trovano scritto nel Corano che Maria ha concepito Gesù per merito di Dio. Anche se non lo ritengono Figlio di Dio, bensì il Profeta di Maometto.E’ vero che la “Libertà religiosa” è un diritto umano e sociale, ma non soltanto per le minoranze religiose, come sta avvenendo in Gran Bretagna, dove non di rado si vietano di esprimere in pubblico i segni cristiani. Anche in Italia si arriva a preferire l’Alwin nelle scuole, o addirittura in ritrovi notturni, dove, come è avvenuto quest’anno nel Veneto, ci sono stati abusi di alcol e di droghe. E questo ha fatto sparire la tradizione della vigilia dei Santi e dei defunti, quando nelle famiglie ci si riuniva pregando e mangiando castagne. Anche l’albero di Natale potrebbe diventare un Segno della”Luce” evangelica, con la condivisione di regali-doni, non soltanto fra parenti, ma anche, e soprattutto, per quanti hanno bisogno del nostro aiuto, in questa crisi sociale ed economica che stiamo vivendo. Tuttavia i suddetti segni tradizionali non sostituiscono la santa Messa, la quale è Segno efficace e attivo della presenza di Gesù Cristo fra noi. Per chi vi crede e vi partecipa la sua vita acquista un valore infinito, unitamente al lavoro, alle sofferenze e a tutto l’insieme della giornata. Ecco perché il Ritiro Spirituale che facciamo in preparazione al Natale, insieme con i Presidenti e famigliari, partecipiamo alla s. Messa, prima del pranzo, affinché, sull’esempio di Gesù la nostra vita sia vissuta di fraternità e di condivisione con tutti gli emigranti e discendenti, in particolare con i giovani emigranti che non hanno la possibilità di celebrare il Natale nei rispettivi paesi di origine. Ecco il contesto e le finalità dei nostri auguri natalizi e dell’Anno Nuovo 2013 in cui celebriamo il 40°di fondazione della nostra Associazione..

       Canuto Toso

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