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Papa Francesco cerca l'uomo disperso a Lampedusa

Papa Francesco è andato a Lampedusa l'8 luglio scorso, proprio nell'anniversario della nascita del Beato Scalabrini, 1839, Fondatore della Congre­gazione dei missionari per gli emigranti, che a suo tempo aveva riconosciuto: "Il Diritto di emigrare ma anche il diritto di rimanere nel proprio Paese."

La principale intenzione del Papa è stata di ricordare le migliaia di emigranti e rifugiati morti durante le traversate per raggiungere le coste italiane, che Egli ha così presentato. "Persone che cercavano di usci­re da situazioni difficili e dram­matiche e hanno trovato la mor­te... Viaggiavano insieme con molti altri sopravvissuti, pure loro sfruttati da trafficanti". È stato veramente riconoscente al Sindaco di Lampedusa, al Parroco, al Vescovo e ai molti volontari per l'accoglienza of­ferta finora alle migliaia di mi­granti e rifugiati che continua­no a sbarcare in questa isola (oltre 9 mila arrivi dall'inizio di quest'anno). Ha manifestato la sensazione di una certa "glo­balizzazione dell'indifferenza" di fronte a simili tragedie, sal­vo le suddette eccezioni di Lam­pedusa e della Caritas nazio­nale in particolare, per cui ha ripreso la ricerca biblica di Dio verso l'uomo d'oggi disorienta­to: "Adamo dove sei?". Aven­do egli, con Èva, fatto una scel­ta incurante del Progetto di Dio, lo cerca con amore affin­ché ritrovino entrambi la loro identità di "uomo-donna", crea­ti a immagine e somiglianza di Dio. "Un Dio che presta atten­zione amorosa con il buon sa­maritano al malcapitato, vitti­ma di delinquenti...".

Con quella parabola il Pa­pa ci esorta a seguire l'esem­pio del Buon Samaritano, non soltanto fra i migranti e rifu­giati, ma anche con quanti in questo tempo di crisi socio- economica subiscono fallimen­ti, suicidi, o soffrono di disoc­cupazione e di crisi famigliare.

Il Papa inoltre ci invita ad es­sere coraggiosi nel denunciare "la crudeltà di coloro che nell’'anonimato prendono decisio­ni socio-economiche che pro­curano i suddetti drammi e tra­gedie...". Implicitamente Egli intendeva alludere anche all’'Europa, che sembra scaricare il suddetto fenomeno sull'Italia, esposta nel Mediterraneo e facilmente raggiungibile dai suddetti sbarchi irregolari; a dif­ferenza di altri Paesi, in gran parte trincerati dai confini. Spe­cialmente quelle Nazioni, come l'Inghilterra, la Francia, che do­vrebbero essere protagoniste nel promuovere incentivi di svi­luppo socio-economico nelle ri­spettive ex Colonie, per scorag­giare l'emigrazione; anziché tol­lerare certi sfruttamenti, spe­cialmente da parte dei cinesi. Tutta l'Europa dovrebbe farse­ne carico! Speriamo che anche il Papa, discendente di emigra­ti italiani, sia a conoscenza del­le analoghe situazioni dram­matiche vissute da migliaia dei nostri emigranti... Vittime di sfruttamenti, come è avvenu­to, ad esempio, per molti tre­visani, ingannati da un mar­chese francese per emigrare in Australia sulla fine del 1800. E quanti, illusi di trovare notevo­li benefici emigrando in Brasi­le, hanno dovuto invece sosti­tuire gli schiavi africani, o di­sboscare intere colline del Sud Brasile... E infine anche noi ab­biamo avuto numerose vittime di naufragi di navi, dove gli emi­granti erano stipati e spesso in condizioni precarie. Ad esem­pio il tragico naufragio del Va­pore Sirio, affondato nel 1906 mentre navigava verso il Sud America. Sulle stesse rotte af­fondarono l'utopia, il Sirio, il Principessa Mafalda e altri pi­roscafi carichi di italiani, di cui nemmeno i testi scolastici han­no fatto un accenno storico.

Concludendo, condividia­mo l'attenzione evangelica di Papa Francesco di fronte al fe­nomeno delle migrazioni, in par­ticolare verso i profughi e rifu­giati... Con il suggerimento del monaco di Bose, Enzo Bianchi, "Occorre riconoscere che ci so­no dei limiti nell'accoglienza de­gli emigranti; non quelli detta­ti dall'egoismo di chi si asser­raglia nel proprio benessere e chiude gli occhi e il cuore da­vanti al proprio simile che sof­fre". Ma quegli imposti da una realtà, come quella che stiamo vivendo in Italia..., che induce migliaia di giovani ad emigrare all'estero.
Canuto Toso

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