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In visita in Italia discendenti Italo-Brasiliani

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IN VENETO UNA DELEGAZIONE DI BRASILIANI ORIUNDI

di Giorgia Miazzo

Dal 26 settembre all’8 ottobre è stata in visita in Veneto una delegazione composta da brasiliani oriundi di terza e quarta generazione, provenienti dallo stato di Santa Catarina, penultimo in termini geografici all'interno della nazione brasiliana. Le loro origini sono padovane, veronesi, vicentine, trevisane e bellunesi.

Il gruppo si componeva di 16 ragazzi dai 20 ai 30 anni, inseriti nei vari settori della moda, informatica, ingegneria, economia, giornalismo, insegnamento, settore alberghiero e turistico, agronomia, nutrizione. Ad accompagnarli la coordinatrice dal Brasile, Ana Peruchi Milanez, e l’incaricata dell'organizzazione dall'Italia, Giorgia Miazzo.

La ragione del viaggio procede da un progetto presentato dalla COMVESC, Comitato delle Associazioni Venete per lo Stato di Santa Catarina, ente brasiliano riconosciuto dalla Regione Veneto, nato nel 2001, che annovera come presidente il supplente senatore italiano per il Sud America, nonché coordinatore dei circoli veneti all'interno dello stato, Itamar Benedet.

La finalità ultima consiste nella possibilità per questi giovani italo-veneto-brasiliani di conoscere, per la prima volta, le proprie origini, vedendo dal vero le terre di provenienza delle loro famiglie, avendo a che fare con la società che si sviluppa all'interno di queste, respirando la cultura dei loro cari, capendo più a fondo le forme di economia che vi regnano, insomma, vivendo in prima persona l'Italia, o, più precisamente, il Veneto.

Il viaggio ha previsto incontri ufficiali con vari circoli e associazioni, svariati assessori e alcuni sindaci, con l'ambizioso scopo di costruire una rete sempre più fitta di legami tra Italia e Brasile. In particolare, hanno potuto approfondire culturalmente alcune importanti visite, come la Cappella degli Scrovegni, la Basilica di Sant'Antonio e l'Università Bo a Padova, le opere palladiane a Vicenza, e persino il Teatro La Fenice di Venezia. Hanno poi partecipato a molteplici incontri istituzionali, iniziando dal Circolo Veronesi nel Mondo e l'Assessore ai Rapporti dei Veronesi nel Mondo Vittorio Di Dio. Sono stati successivamente accolti dal circolo Trevisani nel Mondo e dall'Assessore alle Politiche Migratorie Barbara Trentin a Treviso, il Circolo Vicentini nel Mondo e il Circolo Bellunesi a Forno di Zoldo, Belluno. Hanno inoltre conosciuto i sindaci Scottà di Vittorio Veneto, Bozzetto di Nove e Piccoli di Sedico, i cui paesi sono appunto gemellati con alcuni dei loro. Tuttavia, il momento per loro più significativo è stato giovedì 2 ottobre, quando sono stati ricevuti a Palazzo Balbi a Venezia, sede degli Assessorati e del Presidente della Regione Veneto, dall'Assessore alle Politiche Migratorie Oscar De Bona. Hanno potuto lì avere l'occasione di presentarsi e presentare quella che è la loro realtà, e di conseguenza quella che è la situazione economica, sociale e culturale nelle lontane terre oriunde.

In generale, hanno potuto sentirsi coinvolti in alcune nuove possibilità di sviluppo in termini di relazioni con la loro patria italiana, dando così un senso di sviluppo alla situazione odierna che lega le due nazioni. Il 30 settembre, per esempio, sono stati invitati dal Comune di Carmignano di Brenta, incontrando il Sindaco Carolo, il Vicesindaco Carli e l’Assessore alle Politiche Giovanili Bolis, con la profonda speranza di stringere un nuovo accordo di gemellaggio tra questo paese e la corrispondente cittadina brasiliana Nova Veneza.

L’emozione, durante l'intera permanenza, è stata tanta, lasciando carta bianca a tanti tipi di sentimento, a volte più sereno e speranzoso, altre maggiormente malinconico e triste. Non sono mancate le lacrime, ma tanti sono stati i sorrisi e gli sguardi di dolcezza. I loro occhi si sono portati a casa tanti ricordi, tanti scatti di realtà vissuta assieme agli amici e parenti veneti. Il loro bagaglio interiore sarà ora più completo, più ricco, poiché ripercorre l’ultimo pezzettino del cerchio che chiude e racchiude il loro percorso familiare e quindi esistenziale, trovando, si spera, in questo, un forte senso di appartenenza, e, di conseguenza, di serenità, come lo trova un artista, mentre incolla l’ultimo pezzettino del suo mosaico, e può da lì gustarselo, guardandolo nella sua interezza e completezza, capendolo in modo globale. Forse, il senso della vita è proprio questo, sentirsi completi e completati in quella parte che è sempre alla ricerca di ciò che percepisce come carente, e che, una volta riempita, prende e dà un senso agli eventi che da lì si susseguono.


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