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Nel ricordo di Mons. Bordin

Per quasi 9 anni primo direttore del nostro giornale

Mons. Bordin nel ricordo dell'ATM

È con profondo sentire e sincero rimpianto che, anche la Trevisani nel Mondo ricorda Mons. Bordin. Don Giovanni, per gli amici. E, noi tutti, lo abbiamo sempre sentito tale... È stato il primo direttore del nostro giornale, il foglio di testata associativa che è balsamo di collegamento per conterranei nel mondo. E che ricevette da lui il determinante slancio di partenza, lasciando poi il testimone (dopo un’incombenza che era andata dal gennaio 1974 al febbraio del 1982) al fondatore mons. Canuto Toso, non appena questi ottenne l’iscrizione all’ordine dei giornalisti, necessaria per acquisire a sua volta la direzione dello stesso.

Nel contempo, don Giovanni era anche Direttore di “Vita del Popolo”, con redazione attigua alla nostra sede quando era ubicata in Casa Toniolo. Una condizione “ambientale” che favoriva pressoché i contatti giornalieri e consentivano di fruire dei suoi consigli e incoraggiamenti. Particolarmente importanti, perché venivano da un’alta scuola etica e professionale, sempre cercando di condividere l’amore profondo per la nostra comunità trevisana migrante e senza mai perdere di vista gli orizzonti della speranza e dei valori. Per noi, facevano esempio e riferimento i sui saggi giornalistici che venivano soprattutto da “Vita del Popolo”: saporosi e di pregevole fattura, immancabilmente intrisi di qualificati approfondimenti e caratura umana.

Con lui, vivemmo momenti creativi e indimenticabili. Associativamente continuò sempre a prodigarsi. Non a caso a Montebelluna il fratello Arnaldo fece nascere la Sezione Atm. Come altrettanto avvenne con la Sezione di Riese. Di quest’ultima, soprattutto, ricordiamo i romantici  albori, da lui appassionatamente incentivati e con le presenze iniziali di Guerrino Maggiotto e Angelo Stradiotto e successivamente il sindaco Gianluigi Contarin che, ad un certo punto spaziarono a tutto mondo, spesso con lo stesso monsignore, diventando “ambasciatori” in primis. Ovunque, portando alta la conoscenza del conterraneo, eccelso e carissimo: Giuseppe Sarto. Papa e Santo! Talvolta, incaricavano anche noi di essere latori di cotanta “Missiva” e non si ha idea di quante chiese in giro per il pianeta siano intitolate a Lui. Ve ne sono incredibilmente tante, in ogni continente, tre nella sola sconfinata Nuova Zelanda. E senza dimenticare il Comitato san Pio X, del “promulgatore” Benny Monico a Guelph, da cui ebbe origine anche la sezione Atm, altra importante patria del santo riesino.

Motivo per cui abbiamo eletto San Pio X Patrono dei Trevisani nel Mondo.

Confesso, che mi prende un po’ di commozione pensando ai tanti momenti legati a lui. Sacerdote di grande presa spirituale, intellettuale e umana. Trasmetteva simpatia e fiducia al primo impatto, accomunava il carisma dell’ufficialità e all’amicizia del confidente. Era instancabile ed entusiasta. Eppoi. Quel sorriso a tutto volto che si schiudeva davanti a qualsiasi situazione, che illuminava la persona, manifestando dentro al suo animo anche fonti di dolcezza e sensibilità, che ne sublimavano l’essenza interiore.   

Ingredienti umani importanti. Che così tanto, ed efficacemente, aiutavano a stemperare i problemi e le difficoltà della vita. E anche dell’anima. Ora, spenti e di cui c’è tanto bisogno. Ma che resteranno: a beneficio del per lui ancora nuovo infinito dell’Aldilà. Dove, dalla Casa del Padre, che è e sarà di tutti: intercederà provvidamente con il Grande Santo di Casa: Papa Sarto - Pio X di Riese. Grazie don Giovanni. Anche di questo!

Riccardo Masini

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