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23 24 Aprile 2010 - 5° Convegno Fusie

5° Convegno Fusie   

D U E   T R E V I S A N I  A  R O M A

sana curiosità, grinta rivendicativa, legittima aspettativa

Partendo da Treviso per partecipare al 5° Convegno Fusie (Federazione Unitaria Stampa Italiana a e con l’Estero) tenutosi a Roma il 23/24 aprile 2010, la sottoscritta e il caporedattore e direttore Atm, sono saliti sul treno “ Freccia d’Argento” animati da sana curiosità circa il tema annunciato: “informazione e comunicazione: quale futuro per la stampa italiana all’estero”.

Anche da una certa grinta rivendicativa sulla base delle notizie circa i “ tagli” piombati a “ ghigliottina” tramite il famigerato art.10 del decreto “ mille proroghe” che ha destato tanti allarmi fra gli operatori dell’informazione. Ma non mancava neppure una legittima aspettativa di poter recepire positive risposte e anzitutto il necessario incoraggiamento, ingrediente indispensabile per rinverdire le motivazioni che inducono a impegnarsi nel volontariato con l’unica vera ricompensa per una buona causa.

Il caotico traffico della capitale ci ha subito mescolato le idee e la sistemazione presso la struttura accogliente delle “ Ancelle della Carità” in periferica località Casaletto: hotel a”11stelle”, tante quante sono le suore che lo gestiscono mirabilmente dirette da suor Gilda, brasiliana di Curitiba.

Un contorno ambientale di pace ideale, ma che ci ha subito fatto percepire che il Convegno Fusie si sarebbe svolto in linea con il vento di crisi che tirava e che sarebbe stato, sotto questo aspetto, all’insegna dell’Austerity.

Di contro, il solenne sussiego del “parlamentino” del Cnel dove si sono svolti i lavori e i contenuti ad alto livello offertici dai qualificati relatori hanno senz’altro corrisposto alle attese. In primis la relazione ufficiale del prof. Giuseppe  De Rita, noto ed esimio presidente del Censis che, scavando nella storia della emigrazione italiana definita di bassa “ social-reputation” ne ha tracciato il difficile cammino di riscatto, costellato da storie umane di “ grandi miserie e grandissime nobiltà”.

Vasta conoscenza del mondo migratorio e delle sue controverse sfaccettature è subito emersa da quanto espresso a sua volta dal dott. Prencipe che, dall’osservatorio del Cser, ha evidenziato di come le informazioni, sia in uscita che in entrata, siano spesso parziali o manovrate e possono perciò nascondere il divario tra la realtà e il …reality. Ha quindi preso corpo la constatazione che nonostante la crescita quotidiana del livello mediatico e la modernità galoppante dei mezzi di comunicazione, i nostri semplici e tradizionali giornali associativi possono considerarsi a pieno titolo preziosi strumenti, atti a mantenere, creare e ricreare i legami importantissimi e accessibili a tutti, fra e con italiani e discendenti. Il cospicuo numero di testate presenti e lo spessore apportato dalla rappresentanze, ha dato la misura di quanto il mondo della italianità oltrepassi i confini nazionali e per l’ampiezza delle problematiche inerenti (culturali, economiche, linguistiche, ambientali) è apparsa evidente l’opportunità di non chiudere ne limitare canali così tanto importanti.

Di tutto ciò ci si è resi conto dalla numerosa presenza dei parlamentari (anche sottosegretari) di ogni schieramento eletti all’estero che si sono definiti “ non solo utili al bene degli italiani ma dell’Italia stessa”.E se è vero che l’emigrazione rappresenta anche l’aspetto tutt’altro che indifferente dell’esportazione e dell’importazione non è altrettanto vero che l’informazione di riscontro sia adeguatamente corrisposta. La scusa è sempre quella: “ le risorse sono limitate”. Ma non può essere che lo stesso movente venga adottata per eliminare sprechi e speculazioni ben più stridenti e se non scandalosi.

Morale? Non resta d’altro e intanto che tirarsi su le maniche. Con il buon senso degli sgobboni e sia pure sbuffando è emerso fra le pieghe dei piccoli discorsi captati fuori-onda. Le associazioni generosamente dedite ai conterranei emigrati e non ispirate ad altri obiettivi di parte, hanno levato alto il loro grido di protesta in ambito di Convegno. Alla nostra è stato dato carico di essere” voce” anche del triveneto.

Come nostra personale considerazione, abbiamo dedotto che nel panorama moderno dell’attuale mondo migratorio la valenza della reciproca informazione assuma come importanza e come sollecitudine significati analoghi alle grandi risposte a suo tempo iniziate dai santi-benemeriti Scalabrini e Cabrini (per citare i più famosi) che seguirono gli emigrati e furono loro accanto ispirati dalla Carità. Alla lungi dal sentirci emuli di cotanti esempi, ma ispirandoci ai nostri valori statutari, proviamo a seguirne….le orme.

Di questo abbiamo pensato e parlato tornando in treno a Treviso. Riscontrando anche di aver imparato una cosa nuova: che è bene “sapere “, ma che è ancora meglio imparare a “ saper fare “ .

 Luisa Andreatta

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