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26-28 Novembre - Consulta Regionale dei Veneti nel Mondo

Grande appuntamento per la Consulta Regionale

A ROVIGO DA TUTTO IL MONDO: dal 26 al 28 Novembre  

A Rovigo, in questo lembo di terra piatto e uniforme denominato territorialmente anche Polesine, ingentilito e in riferimento al sinuoso e regale passaggio di Sua Maestà il Fiume Po, Re (fluviale) d’Italia, tanto temuto quanto fascinoso nel suo famoso Delta dalle incomparabili suggestioni, nei giorni dal 26 al 28 novembre (con anticipazione per i partecipanti di corsi particolari) si svolgerà la Consulta Regionale dei Veneti nel Mondo. Vuole essere una occasione a tutto mondo per analizzare i problemi dell’emigrazione: non certamente in chiave “ salottiera “, ma chiamando in causa i diretti protagonisti del fenomeno che di solito non si perdono in fronzoli e badano al sodo.

Di questo, riteniamo si sia resa cosciente anche la Regione Veneto che ha avuto il merito di indire questa convocazione a vasto raggio e di spessore, in stretta collaborazione organizzativa i confratelli Polesani nel  Mondo con la disponibilità di altre collaborazioni e che ha predisposto basi e contenuti per rendere questo importante incontro il più congeniale possibile.

Con il mondo dell’emigrazione, soprattutto quello “ made terzo millennio “ non si scherza, in quanto esso vive i bagliori di una nuova stagione e non basterà ripercorrere fasti e nefasti passati, ma sarà necessario soprattutto accostarsi alla stretta attualità dell’oggi, quella dei doveri civili in cui essi vivono e si sono affermati, facendosi stimare e anche diventando uomini di punta, spesso diventando anche punto di riferimento comportamentale, talvolta specchio di un “ made in Italy “ che ha nello sport, nella moda, nell’arte e nella cultura le sue punte avanzate.

Tuttavia la memoria fa testo, perché l’oggi è figlio del ieri. E, allora, non è male ricordare quelle persone intraprendenti che partirono, cercando  quello spazio e quell’ossigeno vitale che la patria matrigna aveva rifiutato. Nell’ultimo dopoguerra si lanciavano appelli radio e comparivano affissi murali per reclutare manodopera in Canada e Australia.  Sono stati fatti ponti aerei e organizzato pulman verso i porti d’imbarco; si sono riempiti treni verso l’Europa soprattutto con destinazione Belgio per lavorare nelle viscere della terra, in miniera, abitando nelle baracche che furono dei lager. E poi ovunque. Sono partiti a centinaia, a migliaia. Spesso senza arte ne parte, ma con una carta di credito essenziale: volontà di ferro, sacrificio, adeguamento a leggi e costumi del posto. E un patrimonio personale: l’identità dei valori. Dicevamo che da questo contesto sono spuntati uomini di spicco: ma di “spicco”, noi consideriamo anche quel tessuto umano connettivo che ha respirato coraggio e coerenza nell’anonimato quotidiano, nel sommerso di quella storia preziosa benché nascosta che è stata costruita da persone tanto sconosciute quanto grandi nella loro essenza di uomini e donne tutti d’un pezzo: veri eroi, veri santi. Nient’altro che per ciò che sono stati. E non in quanto….papi o vescovi, o …famosi. Ma uomini e donne semplici, che sono stati singoli portatori di valori ed idee e che hanno concorso alla costruzione di una casa sociale e culturale comune. 

Tutto questo fu anche seme di riscatto economico, sociale e umano. Tant’è che, a questo punto, tutti sembrano d’accordo: si faccia cultura, si esporti ai veneti e ai loro discendenti il grande carico di ruoli che furono retaggio della nostra Regione e dell’Italia. Insomma, qui si tratta di fieri depositari di una civiltà millenaria che ha percorso e illuminato le vie del mondo.

Nel frattempo si è pensato anche alla promulgazione della lingua italiana (Fondazione Cassamarca docet in primis), all’aspetto sociale e solidale, all’importanza della conoscenza e del sapere che trova linfa e incentivo anche nell’Umanesimo Latino. E’ ormai lampante per tutti di quanto le comunità regionali venete abbiano lievitato interessi e fermenti propositivi ragguardevoli, in tutti i paese dove si sono insediati e hanno trovato spazio e accoglienza, a favore della loro affermazione: umana e sociale, oltre che di lavoro.

Tutte considerazioni che rimbalzano dentro di noi, certamente non esaurientemente, ma sufficienti per pensare che questa Consulta Regionale dei Veneti nel Mondo sarà una splendida occasione per rafforzare confronti, rapporti e scambi che sono alla base di esperienze che portano a strade comuni, dove riteniamo si parlerà il linguaggio della multiculturalità, dell’economia, dell’informazione, della formazione e dell’associazionismo.

Ce n’è abbastanza per rompersi la testa e garantirci un “giro d’orizzonte” pregnante e di tutto interesse. E per augurare un sincero e proficuo: Buon Lavoro d’Insieme.

  Riccardo Masini  

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