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Associazionismo e italiani nel mondo

Convegno alla Camera dei Deputati

Associazionismo e italiani nel mondo:

rapporti e prospettive

L’UNAIE ha accolto di buon grado l'invito a questo convegno, come testi­monia, tra l'altro, la qualificata presenza ai lavori odierni, in rappresentanza di importanti espressioni dell'as­sociazionismo regionale italiano. Abbiamo dato, senza tentenna- menti, la nostra adesione all'ini­ziativa augurandoci che in que­sta legislatura si possa finalmen­te portare in aula e discutere le modifiche alla legge 383/2000, un obiettivo perseguito intensa­mente nella XVI legislatura, pur­troppo senza un approdo so­stanziale.

La legge n. 383/2000 ha rappresentato una svolta strate­gica per la valorizzazione e la promozione delle attività di utili­tà sociale e ha dato dignità e cit­tadinanza a quel vasto mondo di enti operanti, senza scopo di lucro, nel volontariato e nelle attività sociali a favore di asso­ciati e terzi.

Così come allora l'istituzione del registro nazionale della APS fu accolto con entusiasmo dal mondo del terzo settore, con pari convinzione e forza si dovrebbe procedere all'approva­zione della proposta di legge presentata dall'on. Nissoli, dall'on. Bobba e da altri di cui di­scutiamo oggi in questo conve­gno. Dobbiamo dirlo con chia­rezza, senza girare attorno al­l'obiettivo, e dobbiamo sollecita­re tutte le forze politiche ad in­traprendere passi concreti e de­cisioni rapide affinché si possa giungere al traguardo. Le propo­ste di legge presentate ripren­dono in buona parte i testi de­positati in passato e si prefiggo­no di introdurre alcune modifi­che alla 383 al fine di ampliarne il campo di applicazione anche alla vastissima rete dell'associazionismo italiano all'estero. Una rete che, come è stato sottoli­neato in vari interventi, costitui­sce da sempre un patrimonio inestimabile per l'Italia e per il popolo italiano.

Le associazioni italiane all'e­stero hanno avuto anzitutto il pregio di preservare, per oltre un secolo, il legame tra l'Italia e le comunità emigrate mantenendo viva un'appartenenza identitaria che trova saldi radici anzitutto nel nostro patrimonio culturale e nell'humus delle ine­guagliabili tradizioni comunali, provinciali e regionali del nostro Paese. Ma non solo! Ora il no­stro mondo moderno è proteso a comprendere gli sviluppi della globalizzazione, a interpretarne gli effetti sui modelli culturali, comunicativi e sulle relazioni sociali e comunitarie, ma anche a capire quale ruolo può svolge­re l'associazionismo sociale nel quadro di cittadinanza plurima che si va affermando, posto che proprio i nostri connazionali emigrati - che vivono processi d'integrazione speso segnati da marcate complessità - sono un chiaro esempio della succitata cittadinanza plurima.

Come Presidente dell'UNAIE (Unione nazionale associazioni immigrati ed emigrati) desidero esprimere il forte sostegno delle associazioni provinciali e regio­nali alla proposta di legge che, come detto, punta ad estendere alle associazioni sociali operanti all'estero l'applicazione della 383, modificandone alcuni arti­coli e introducendo alcuni ele­menti normativi nuovi. L'UNAIE, che raggruppa oltre trenta asso­ciazioni provinciali e regionali, attraverso la sua fitta rete di cir­coli, famiglie e sodalizi in emi­grazione, è impegnata da un cinquantennio a valorizzare que­sta immensa risorsa che l'Italia ha all'estero, a mantenere salde le radici con la madre Patria, operando con realismo e con­cretezza, senza lasciarsi andare alla retorica di vecchio stampo.

Grazie all'associazionismo sociale che dall'Italia si riverbera tra le comunità emigrate e dall’'estero ritorna in termini cultu­rali, sociali ed economici nel no­stro Paese. Stiamo riguada­gnando le quarte e le quinte generazioni. E soprattutto stia­mo scoprendo le eccellenze ita­liane che oltre confine si fanno apprezzare e spesso rivestono ruoli strategici di grande rilievo.

Occorre che le nostre Isti­tuzioni, nazionali e regionali, tor­nino a riflettere con attenzione sull'importanza fondamentale dei corpi intermedi della società e sulla salvaguardia del network italiano all'estero, considerando­lo parte integrante di un proget­to che ha bisogno di politiche nuove, innovative, per le comu­nità italiane emigrate, politiche che purtroppo sono latitanti da troppi anni. L'attuale momento politico ed economico che sta vivendo l'Italia deve ricordarci i valori solidaristici della nostra emigrazione che per decenni ha aiutato il Paese a superare tante difficoltà. Non possiamo far finta di ignorare che nel momento in cui si assiste alla fuga dall'Italia di tanti giovani, il nostro Paese ha difficoltà palesi a seguirli e sostenerli minimamente nel pro­cesso d'inserimento all'estero: la rete consolare ha subito una pesante cura dimagrante nono­stante gli accresciuti compiti a cui è chiamata, mentre le strut­ture create all'estero negli anni del grande esodo non esistono più o sono state radicalmente ridimensionate. Vi è il rischio fondato di una dispersione che si potrebbe rivelare costosissima per gli esiti che avrebbe sulle prospettive future in termini di interazione tra le due Italie.

Per fortuna vi è l'associazio­nismo che resiste, spesso nel si­lenzio assordante delle Istitu­zioni e della politica; un associa­zionismo che sta compiendo sforzi enormi per rigenerarsi, per rinnovare le idee, per con­nettersi ai modelli comunicativi delle generazioni odierne e per promuovere l'immagine migliore e il patrimonio culturale dell'Ita­lia nel mondo.

Innegabilmente il contatto tra i nuovi flussi migratori in usci­ta dall'Italia e il vecchio modello dell'associazionismo in emigra­zione non è semplice, non è scon­tato, anzi spesso è piuttosto dif­ficile. La rete, le nuove forme di approccio e di auto-rappresentazione sono visibili già negli acroni­mi: Italian Lounge, Italian of Lon­don, Italienischen Forscher in Deutschland, e quant'altro. In effetti siamo al cospetto di un mondo nuovo, con le sue complessità, le sue caratterizzazioni multiple e variegate e una dimensione nu­merica, in termini di presenza all'estero, che indica con precisio­ne l'essenza della nuova mobilità intemazionale:

5,7 milioni di viaggiatori italia­ni all'estero con soggiorno pres­so parenti e amici (2011);

oltre 15 milioni di viaggi di lavoro;

256 ONG iscritte all'albo dell’'associazionismo italiano in campo sociale, il che significa grosso modo 27 mila impiegati tra volontari ed operatori, ma anche 6.160 operatori italiani della cooperazione, ovvero una grande risposta di carattere umanitario.

Operare per creare la base d'incontro tra il vecchio mondo dell'associazionismo italiano all'e­stero, i nuovi flussi emigratori e la nuova presenza legata alla mobilità internazionale è la sfida che l'Italia non può ignorare, una sfida che evoca una nuova questione sociale ma anche di grandi potenzialità vecchie e nuove: rimesse dirette, turismo di ritorno, promozione dei pro­dotti italiani, sostegno all'indot­to, cantieristica e in generale la valorizzazione del sistema Italia.

Le potenzialità sono enormi e spesso poco studiate. Occor­rono progetti e strumenti nuovi, per farlo occorre modificare la 383 del 2000 ed estenderne l'applicazione all'associazionismo italiano all'estero.

LUNAIE si augura che pro­prio questo convegno, valorizza­to dagli interventi di tanti illustri relatori, possa rappresentare la pietra miliare di un approdo par­lamentare non più procrastinabile.

Franco Narducci

Presidente Unaie

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