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Convegno UNAIE a Treviso

ITALIANI NEL MONDO: CONVEGNO UNAIE A TREVISO

“Italiani nel Mondo : associazionismo e organismi di rappresentanza e Umanesimo Latino”., questo il tema , pregnante e articolato, che è stato discusso a Treviso presso Cà dei Carraresi  nel corso di  un convegno promosso da Unaie e Fondazione Cassamarca con la collaborazione della Trevisani nel Mondo. Lo schieramento dei relatori ha dato l’impressione di una sorta di “ stato maggiore “ dell’emigrazione  con super esperti venuti da Roma , coordinati dall’on Franco Narducci  che , anche come presidente dell’Unaie ha avuto la parte del leone.  Ad aprire vi lavori come “ paron de casa “ è stato il presidente la Fondazione oltre che dell’Utrim e presidente emerito dell’Unaie  avv. Dino De Poli ,che si è soffermato sui concetti dell’Umanesimo  Latino  e della promozione della cultura italiana nel Mondo “ ricordando la presenza in prima linea di Fondazione con le cattedre di italianistica ( soprattutto in Canada e Australia)  e altre iniziative atte alla salvaguardia della cultura ( vedi la tipicità dell’Umanesimo Latino divulgata con 50 convegni in tutto il mondo) e della lingua italiana “ Tagliare la cultura è come decapitare l’uomo “ , ha detto fra l’altro con l’enfasi che gli è nota.  Franco narducci ha quindi parlato di riforme degli organismi di rappresentanza delle comunità all’estero spaziando poi sui molteplici aspetti della legge finanziaria 2010 nei confronti , talvolta “insidiosi” nei confronti degli italiani nel mondo e delle associazioni che li tutelano, ma che ora rischierebbero di restare “a secco “ e proprio in quelle radici vitali che sono l’albero della memoria, della lingua e della tradizione.

Rino Giuliano presidente della consulta nazionale dell’Emigrazione si è introdotto su un interrogativo di fondo :” Associazionismo italiano nel mondo: una risorsa inesauribile ? Sfide e prospettive” Secondo il realtore “ il rischio è di azzerare l’intero sistema di rappresentanza degli italiani all’estero “ e a risentirne sarebbero  5 milioni di connazionali che arrivano a 50 milioni con gli oriundi.

Come riflessione di fondo, è emerso che la rete associazionistica italiana nel mondo vive una difficile fase di transizione , stretta fra processi di integrazione molto avanzati e l’esigenza di rinnovare  strumenti di intervento e di progettualità  . Con gli interventi ( tra cui quelli di Toros,De Gaudenz, Lucchi , Masini e altri)  che hanno integrato i problemi sul tappeto si  è creata una occasione importante di ricerca e di confronto su tematiche specifiche  e anche una opportunità

per entrare nei pertugi ( con facoltà di approfondite analisi)  delle politiche nazionali e regionali rivolte agli italiani all’estero .

Riccardo Masini

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