venerdì 15 dicembre 2017     •  Login
 
   
 
   
   
   
 
 
 

Donne nella crisi" in difficoltà tra lavoro e welfare

Un convegno internaziona­le a Treviso fa il punto sul­l'impatto che il consolida­mento fiscale e le misure di austerità in Europa han­no prodotto sulle politiche di parità e sulla situazione lavorativa, ma non solo, delle donne.
Sono peggiorate in tutta Europa le condizioni delle donne in questi ultimi anni di crisi. Lo dicono in modo evi­dente soprattutto gli appelli lanciati da alcuni paesi affac­ciati sul Mediterraneo, come la Grecia e la Tunisia, ma per certi versi anche l'Italia, dove sono stati via via erosi diritti importanti in nome delle misu­re di austerità.
"La crisi economica del 2008-2009, scatenata dalla crisi finanziaria dei mercati internazionali, ha avuto riper­cussioni negative sul mondo del lavoro e sulle finanze pub­bliche - ha sottolineato Paola Villa, economista all'Università di Trento, intervenendo a Treviso ad un convegno di pre­sentazione del rapporto euro­peo Enege "Donne nella crisi" -. È un dato di fatto che l'at­tenzione dell'Ue si è spostata troppo rapidamente dalle que­stioni legate alla recessione a quelle connesse alle finanze pubbliche con la preoccupazio­ne, quasi esclusiva, di realizza­re il consolidamento fiscale approvando misure di austeri­tà".
Fragilità e disuguaglianze
Durante la crisi abbiamo assistito ad un livellamento verso il basso della disparità di genere nel mercato del lavoro: si è ridotto il gap nel tasso di occupazione - che misura la minore integrazione delle don­ne -; si è annullato il gap nel tasso di disoccupazione - che segna la maggiore difficoltà di inserimento si è ridotto il dif­ferenziale salariale - cioè il valore economico retribuito alle donne.
"Tutto ciò - ha ribadito Pao­la Villa - non riflette un pro­gresso nella parità di genere quanto piuttosto un peggiora­mento complessivo delle con­dizioni del mercato del lavoro".
In secondo luogo, va tenu­to conto che nella crisi le con­dizioni economiche delle fami­glie sono peggiorate, a causa della perdita dell'occupazione per un significativo numero di maschi adulti. Inoltre sono da registrare la crescente difficol­tà di inserimento di giovani, la riduzione dei salari, l'aumento delle famiglie monoreddito. "Il comportamento delle donne sul mercato del lavoro durante la crisi è stato analogo a quel­
lo degli uomini. L'idea tradizio­nale che le donne fungano da ­manodopera di riserva, chia­mate a lavorare quando aumenta la domanda e respinte di nuovo quando la doman­da si contrae, era stata già messa in discussione in occa­sione di crisi precedenti, ed e stata definitivamente confutata dall'esperienza di questa
crisi. Le "riserve" di oggi sono giovani uomini e donne con contratti di lavoro precari, e i lavoratori immigrati”
Il rapporto Enege mette in
luce poi un terzo elemento: i tagli alla spesa pubblica non sono "gender neutral” e stanno producendo numerosi effetti come ridimensionamento dei salari in questo settore e l'altrettanto pericolosi ridimensionamento delle prestazioni assistenziali.
L'iniziativa è patrocinata dal Coordinamento donne delle Acli regionali del Veneto. La Presidente, avv. Elisabetta Zanon, sottolinea l'importanza di mettere a tema l'attenzione al genere in ogni manifestazione della vita sociale, nel lavoro, nella famiglia, nelle istituzioni. L'Italia ha dato un deciso segnale in questo senso con la ratifica, nel maggio 2013, della Convenzione di Istanbul con
tro la violenza domestica.

Sintesi da "L'ora dei lavorati

Stampa  

Associazione Trevisani Nel Mondo Via Garbizza, 9 - 31100 Treviso
Tel. +39 0422579428 - fax. +39 0422547874
email - info@trevisaninelmondo.it