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30° ATM Valdobbiadene

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  1 9 8 0……2010  
> 30°  di fondazione della Sezione di Valdobbiadene<

 

Gentili Amici Presidenti sezionali della trevisani nel mondo – Signori soci: Autorità.

Il giorno sei Giugno 2010 abbiamo festeggiato tutti insieme il 30° anno di fondazione di questa nostra sezione dei trevisani nel mondo, ed è questo il 12° anno della mia presidenza.

Tenterò di esprimere l’animo con il quale ho vissuto questi dodici anni.

Nell’anno 1998 sono stato invitato dal Signor Urbano Biotto, - a quel tempo rappresentante dell’A.T.M. e delle sezioni del Quartier del Piave, - a presiedere la Sezione di Valdobbiadene.

Dopo aver letto e riletto il testo dello statuto dell’associazione trevisani nel mondo, decisi di accettare e lo dico con entusiasmo, di portare avanti quest'associazione di volontariato e ad essere garante della sua costituzione:

Ho accettato, poiché avevo ed ho ancora vive nella mente e, ancor più nel cuore, le immagini di tante migliaia di concittadini Italiani, d'ogni età e ceto, vivere nella miseria più nera ovunque, nella varietà dei panorami lo stesso spettacolo. Ancora dopo tanti anni nei giorni particolari, come le nostre feste, le feste natalizie, le feste pasquali e le feste paesane, loro, che ancora risiedono nei vari paesi d’oltreoceano sentono una nostalgia struggente, dei loro parenti, dei loro amici e del proprio paese ma … sempre con il grande orgoglio ed entusiasmo e grande amore per la nostra Patria.

Le mia vita trascorsa in emigrazione in Brasile, è iniziata nel 1954  all’età di 17 anni e mezzo, senza avere una precisa collocazione e nessuna esperienza e, con questa mancanza di preparazione, come tanti Italiani che a quel tempo di carestia si rivolgevano ad un mondo di accoglienza, a paesi che offrivano lavoro, in questo contesto, mi sono trovato coinvolto in questa grande epopea emigratoria.

Non dobbiamo dimenticare, e nessuno deve dimenticare, il contributo e lo sviluppo economico che i numerosi emigranti hanno dato al progresso delle nostre comunità, è un dovere di riconoscenza civile e morale, ecco anche il perché della nostra presenza nelle scuole in questi ultimi anni, per raccontare le nostre esperienze in emigrazione e per trasmettere ai giovani la nostra storia, ciò che sui libri di testo non viene raccontato: forse perché le Istituzioni di ieri si vergognano di aver abbandonato tanta gente al loro destino.

I loro sacrifici, le rinunce, il distacco dalle proprie famiglie, l’inserimento, spesso doloroso nei paesi stranieri non possono essere coperti dalla polvere del tempo.

Oggigiorno tutti noi possiamo godere di un tenore di vita soddisfacente, questo è dovuto anche ai nostri emigranti.

Ecco che la nostra Piazzola dell’emigrante, intende allora essere un simbolo, un richiamo forte a queste realtà: deve servire a legare le generazioni e a creare fraternità fra tutti quelli che passano sulla nostra terra per lavorare, conoscere e crearsi un futuro secondo i propri progetti.

Di fronte a questa nostra piazzola, simbolo dell’emigrazione di noi Valdobbiadenesi e ai tanti altri monumenti eretti nella nostra provincia di Treviso, ognuno impari che civiltà e benessere si costruiscono con le opere e i giorni dell’intera famiglia umana.

Sento il dovere, il bisogno di rivolgermi ai giovani. Siete il nostro domani, la nostra speranza. Le nostre generazioni si sono a suo tempo impegnate nel salvaguardare e trasmettervi lo spirito che ci ha animato all’indomani di una guerra orrenda.  Posso immaginare quanto siete impegnati nel prepararvi ad affrontare le sfide del futuro, insieme con i giovani di altri popoli, che condividono le vostre aspirazioni di progresso, di giustizia e di pace.

Preservate i valori della nostra civiltà, che non soggiacciono al mutare delle mode;

> Dio – Patria – Famiglia <

Primo fra loro l’amore per la famiglia, nucleo fondamentale della società: punto sicuro di riferimento per ciascuno di noi.

La nostra religione, base necessaria per il buon convivere in questi momenti della tanto sospirata globalizzazione.

La nostra Patria: nonostante le tante ingiustizie da parte degli amministratori del passato nei  confronti del popolo italiano, dobbiamo conservare la nostra identità.

Ho espresso ciò che avevo nel cuore e nella mente. Di ciò che si era sedimentato in me stesso sin dalla gioventù, vissuta in un periodo di tempo tormentato della nostra amata Patria e poi nei lunghi anni d'emigrazione.

Al mio rientro in Patria nel lontano 1963, finalmente una normale vita di lavoro. Vita serena di una comune famiglia Italiana.

Cari amici presidenti, Autorità e associati, devo affermare che in questi anni di presidenza mi avete contraccambiato l’amicizia, mi avete dato molto di più di quanto io vi abbia dato, di quanto potessi darvi. Ho costatato quanto sia vivo nelle nostre sezione uno spirito costruttivo di civile solidarietà, radicato nella nostra antica tradizione, libero da vincoli di parte. Esso anima le tante iniziative delle nostre sezioni, sia nei nostri comuni, nella provincia, nella regione e ovunque nel mondo. Ricordare il contributo che i nostri numerosi emigranti hanno dato non è retorica, oggigiorno gli Italiani di tutto il mondo sono elogiati e ammirati come collaboratori nella terra in cui risiedono, per l’intelligenza, per la laboriosità e per l’onestà. Questa è l’Essenza stessa del nostro convivere civile in questo mondo.

Questi sono i sentimenti e le riflessioni dopo tanti anni di presidenza, che ho voluto esprimere.

A tutti quelli che hanno presenziato a questa nostra manifestazione, in particolar modo a coloro che in tanti anni mi hanno dato il loro appoggio morale ed economico, i più affettuosi auguri di un buon proseguimento, augurandovi di avere sempre nel cuore la nostra attività di servizio a favore e a ricordo di tanti momenti di valori e di ricordi avuti nei bei tempi di gioventù.

Un particolare ringraziamento all’Assessore Regionale Oscar De Bona, all’Assessore provinciale Signora Barbara Trentin e a tutte le Autorità che hanno presenziato a questa importante manifestazione. Un dovuto ringraziamento a tutti i presidenti delle sezioni provinciali, a tutti i porta labari e a tutti coloro che ci hanno seguito durante i tre giorni di manifestazioni.

Un sincero ringraziamento al nostro Presidente Giuseppe Zanini, al direttore dell’associazione trevisani nel Mondo Dott. Riccardo Masini, a Monsignor Canuto Toso fondatore dell’associazione e tutti i miei collaboratori della sezione di Valdobbiadene.

Un pensiero e un augurio particolare vanno a tutti i nostri soci che non sono presenti e che oggi hanno per compagni il dolore e la solitudine.

Luciano Murer

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