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Solidarietà

A.T.M. Sezione di Valdobbiadene

     Il dovere della solidarietà:

      (di Luciano Murer)

Cos’è la solidarietà, è un sostantivo che deriva dalla parola francese “solidarite”, sta ad indicare un atteggiamento di benevolenza e comprensione, ma soprattutto di sforzo attivo e gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto.

La solidarietà, quando è esercitata durante il tempo libero dai singoli cittadini o da cittadini riuniti in associazioni “no- profit” assume il carattere di volontariato. E’ una piena espressione dell'individualità e di integrazione della persona nella vita della collettività. Ciò sia per chi agisce per solidarietà, sia per il beneficiario dell’azione solidale.

La solidarietà è un dovere morale, civile e fondamentale accanto ai diritti fondamentali, oppure, è anche e soprattutto esperienza di libertà, sicché è giusto chiedersi se non sia possibile dare una giusta qualificazione.

La solidarietà è un modo a volte valido e altre meno per aiutare i meno fortunati; si può fare in molti modi. Ad esempio: recentemente con il gruppo delle sezioni A.T.M. di Montebelluna abbiamo organizzato un concerto con la fisaorchestra Armonia di Treviso per recuperare fondi per onorare le spese sostenute dalla nostra consorella sezione di Treviso, per l’esecuzione dell’opera all’emigrante posta di fronte alla stazione ferroviaria. Questo è sicuramente un esempio di solidarietà e di volontariato.

Quando si parla di volontariato e terza età, il primo pensiero va agli anziani che ricevono l’aiuto e la solidarietà di persone più giovani. Eppure, sempre più spesso, gli anziani si presentano come soggetti che donano energia, esperienza, tempo. E ogni volta è un’opportunità straordinaria che si rinnova, per gli altri e per se stessi. Dalla beneficenza alle attività culturali all’assistenza sociale e all’attivismo politico.

E’ questo il mondo del volontariato degli anziani.

Anziani meno vecchi di quel che si crede: in buona parte in salute, allegri e vitali, è proprio per questo che quelli della terza età rifuggono dall’essere appellati anziani.

Eppure la parola anziano non ha una connotazione negativa, indica semplicemente una persona “nata prima”. Ma nell’immaginario collettivo si trasforma in un termine che indica perdita di autosufficienza, solitudine e disagio; e se per alcuni la propria vecchiaia è vissuta con queste difficoltà, per molti è ancora ricca di felicità.

Da tutto ciò emerge l’importanza, per tutti gli anziani, e per chi lo sta per diventare, di vivere con maggior serenità la propria età, consapevoli delle tante possibilità ancora offerte dalla vita e di promuovere nelle generazioni più giovani un nuovo concetto di anzianità, caratterizzato da maggior rispetto e positività.


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