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Storia del Vino

A.T.M. Sezione di Valdobbiadene

Storia del vino e i vari momenti ed eventi collegati all’evoluzione del prodotto.

La storia del vino è un po’ la storia stessa dell’umanità: muove i primi passi in Oriente, nella culla della civiltà. La Bibbia, nella Genesi, ci riferisce di Noè che appena uscito dall’arca, pianta una vigna e ne ottiene il vino, fornendoci testimonianza del fatto che le tecniche enologiche erano ben conosciute già in epoca prediluviana.

Dobbiamo tenere in considerazione che, il lavoro della vigna è quello più vicino alla natura, il più affascinante per scoprire le origini del vino e apprezzare le fatiche di chi lo produce.

La storia racconta, che attraverso i Greci e i Fenici, il vino entrò in Europa e particolarmente all’epoca dell’Impero Romano, la viticoltura si diffuse enormemente raggiungendo l’Europa settentrionale.

Nei secoli bui del Medioevo il potere assoluto della Chiesa, influì fortemente sullo sviluppo della viticoltura. Il vino, soprattutto quello di buona qualità, era sinonimo di ricchezza e prestigio e l’eccellere nella produzione di qualità divenne per alcuni ordini ecclesiastici, quasi una ragione di vita. Si comincia a delineare fortemente in questi ultimi secoli il ruolo centrale della Francia nella produzione di grandi vini, ruolo che soltanto negli ultimi decenni ha cominciato a conoscere degni antagonisti, fra i quali in primo luogo l’Italia.

A produrre vini eccellenti, grazie anche ad uve di eccezionale qualità, si sono raggiunti risultati straordinari in pochissimo tempo: il potenziale dell’Italia vitivinicola è immenso e le aziende agricole e spumantistiche l’hanno capito, riscoprendo la storicità ognuno della propria zona.

Non posso tralasciare di citare la nostra zona di produzione del prosecco Conegliano Valdobbiadene, qualità di spumante particolare composto di uve prosecco, bianchetta e perera, oltre al chardonnay e la verdisio. Una cuvèe unica e particolare di uve di selezionata qualità, capace di donare una nota in più ai classici prosecchi della pianura.

Sostanzialmente il vino è una bevanda alcolica fermentata, ottenuta esclusivamente dalla fermentazione, totale o parziale, dal frutto della vite.

La vendemmia: s'intende la raccolta delle uve da vino, in quanto nel caso di uve da tavola si usa semplicemente il termine raccolta.

Il periodo di vendemmia varia tra luglio e ottobre, dipende da molti fattori, anche se in maniera generica si identifica con il periodo in cui le uve hanno raggiunto il grado di maturazione desiderato, cioè quando nell’acino il rapporto tra la percentuali di zuccheri e quella di acidi ha raggiunto il valore ottimale per il tipo di vino che si vuole produrre

Un’altra pratica utilizzata della vendemmia è quella cosiddetta “tardiva” che consiste nel ritardare la raccolta al fine di aumentare il tenore zuccherino dell’uva, questo procedimento è utilizzato per la produzione dei vini passiti. A prescindere dal metodo utilizzato durante la fase di raccolta delle uve, occorre comunque rispettare alcune regole; è necessario evitare di raccogliere l’uva bagnata, inoltre vanno evitate le ore più calde della giornata, per impedire l’inizio di fermentazioni indesiderate; infine, l’uva deve essere conferita nei locali in cui sarà effettuata la vinificazione nel più breve possibile, per evitare fermentazioni non consoni alla qualità del vino.

Come sono degustati e classificati i vini di qualità: Premetto che i consumatori si dividono ancora in “bevitori”  e ”degustatori”, i primi (ancora la maggioranza affezionati al vino della casa e un po’ incuranti della qualità), i secondi più consapevoli del fatto che il vino può essere un’opera d’arte, come lo dimostrano i grandi eventi internazionali.

La degustazione: innanzi tutto va fatta su un bicchiere di vetro e riempito un terzo della sua capienza, per consentire un ampio sviluppo dei profumi; dopo aver osservato la limpidezza e il colore (elementi che già dicono molto sulla qualità del vino), sorseggiare una piccola quantità trattenendolo in bocca qualche secondo per cogliere le sensazioni gustative. Dopo la deglutizione, saranno percepiti gli aromi per via retronasale, potendo quindi cogliere sottili sfumature e retrogusto. Generalmente, la procedura della degustazione del prodotto, va fatta da tecnici, come enologi, sommelier e altri componenti di associazioni composte da degustatori professionalmente preparati.

Le manifestazioni collaterali: sono varie e importanti. Ad esempio l’Associazione Nazionale Città del vino, coordina la partecipazione dei Comuni, dando vita ad un evento, che nel corso degli anni è diventato una festa collettiva dei comuni del vino. Sono inoltre organizzate dall’Associazione ristoratori delle varie città del vino, degustazioni con abbinamenti di piatti tipici. Certamente i riscontri, anche numerici, non mancano. Le circa duecento Città del vino che ogni anno organizzano l’evento, vedono la partecipazione complessiva, di quasi un milione di persone.

La notte del dieci agosto: Calici di stelle che ha contribuito a cambiare il modo di far festa del vino in piazza; chi somministra il prodotto deve essere in grado di spiegare al degustatore che vino sta bevendo, quali sono le principali caratteristiche e che legame ha con il territorio.

Tantissime altre manifestazioni sono organizzate, sia in Italia che in vari paesi di produzione vinicola. Cito solo l’Ungheria, perché il nostro socio Lino Bortolin, nato a Santo Stefano di Valdobbiadene e colà emigrato da oltre quarant’anni e, da sempre un esperto viticoltore, è un professionista assaggiatore e degustatore dei vini Ungheresi, partecipa attivamente alla selezione dei vini da somministrare al Festival Internazionale del vino e dello spumante nella città di Budapest.

  L.M.

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