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Il Carnevale di Ieri e di Oggi

IL CAERNEVALE:  DI IERI, DI OGGI E DI ….NOVA VENETIA  !

* Re Carnevale fa sempre il maramaldo e offre l’occasione di sbizzarrire la fantasia, di incontrarci e divertirci. Cosa era un tempo e cosa è rimasto oggi ? Di un tempo, più che alla nostra esperienza diretta, abbiamo tratto da alcune testimonianze di una circostanza profondamente sentita e partecipata. pregna di effetti, difficilmente rapportabili agli stati d’animo di oggi. Al carnevale, ricorrenza eminentemente profana . si dava un senso quasi religioso, tanto ne era sentito il fascino. . Era anche la “libertà ” che precedeva la penitenza quaresimale, momento delle barzellette audaci e delle risate dissacranti e dirompenti, esplose nella convinzione che esulassero dal cliché e dalle convenzioni di ogni giorno, che l’atteggiamento era solo occasionale e scanzonato, una trasgressione autorizzata.

Mettersi in maschera e girare di stalla in stalla era lo svago per eccellenza, un po’ anche la sfida di mettersi un po’ tutti alla pari, costituiva anche il chiassoso divertimento che faceva dimenticare un po’ le ristrettezze e le angustie, coinvolgendo tutti in un’unica allegria. Qualche “tosa” aveva con il carnevale l’”alibi” lungamente atteso per poteri divertire con “ quattro salti” (dire “ ballo” poteva essere, allora, sinonimo di peccato) talvolta all’insaputa dei genitori e sfidando le ire del parroco

che stigmatizzava ciò come proibito e peccaminoso. In quella sera non erano poche le scappatelle, intese nel senso di elusione a qualsiasi sorveglianza pur di riuscire a far festa nella maniera desiderata. E allora il divertimento si mescolava al timore di essere scoperti, quando non capitava di essere improvvisamente faccia a faccia con chi meno si avrebbe voluto .

Il mattino dopo, tutti in chiesa di buonora per ricevere le ceneri sul capo dal parroco che magari intendeva conferire al suo gesto anche una sorta di aspro ammonimento. E tutto tornava nella normalità: ma neanche la cenere riusciva a soffocare i bagliori della sera prima.

* Ai nostri giorni il carnevale è celebrato in maniera spettacolare, con partecipazione di carri e allegoria. In una scoppiettante fantasmagoria di colori e all’insegna di una spensieratezza che è emula ma non uguale a quella di un tempo. In quanto mancano le note di fantasia, le improvvisazioni e le incursioni sbarazzine. La frenesia delle tecnologie a portata di mano e accessibili a tutto, la ormai abitudine e quindi assuefazione a tutte le emozioni. Eccezion fatta per alcuni casi incoraggianti che vengono da alcuni giovani che, nei nostri paesi, riescono ancora a fare gruppo egregiamente e che, dopo mesi di preparazione impegnativa ma anche fruibile come occasione di stare piacevolmente insieme, esprimono produzioni di intelligente e sorprendente fattura.

* A fare da cerniera tra ieri e l‘oggi sono ancora i “crostoi” e le “fritte”: l’abbondanza di un tempo costituiva sotto certi aspetti un’occasionale sfida all’antica miseria contadina, la sopravvivenza nell’oggi rappresenta sicuramente l’omaggio tangibile ad una tradizione che si è consolidata con il “timbro” più sicuro quello del saper ancora “ prendere per la gola.

Ma c’è anche un Carnevale del tutto originale e unico al mondo: quello di Nova Venetia, una cittadina che sorge nello stato del Santa Catarina nel cuore del Brasile, fondata 110 anni fa e composta da 600 famiglie per 4 mila abitanti. Una cittadina particolare che per rivendicare la illustre origine del nome non ha trovato di meglio che richiamarsi alla magica Venezia. E lo ha fatto con tanto di apparato esterno, vedi una sontuosa gondola regalata dalla regione Veneto e ondeggiante in uno specchio d’acqua appositamente creato e con tanto di gondoliere. Ma, come se non bastasse, qui si celebra Venezia e in pompa magna anche con il Carnevale: a suon di musica e maschere di alto rango che nulla, dico nulla, hanno da invidiare alla tradizione dei Dogi. Noi, gruppo di Treviso, nell’ambito di una escursione tra le nostre mete associative del Brasile, abbiamo avuto la fortuna e il grande piacere di incappare in questo “ fenomeno”. Se non lo si vede non ci si crede. Immaginate Venezia il giorno di Carnevale. Ebbene, qui, le maschere. eleganti e originali, sono quelle: tali e quali. Immaginate queste figure dallo sfoggio eclettico che si muovono accostandosi con dolcezza e sobrietà a chi incontrano: ed è un rapporto umano di incredibile dolcezza. Questo carnevale ci è rimasto nel cuore e rientra nella cima delle nostre preferenze: perché non è un carnevale usuale o circoscritto, ma un carnevale estrapolato da una nostra essenza storica vitale e proiettato in un mondo a noi caro e vicino.

 Riccardo Masini

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